Drone professionale o consumer?

Sempre più spesso mi imbatto in offerte di droni fascia consumer o addirittura base che vengono definiti come professionali, ma sarà vero?

Possiamo davvero creare contenuti video professionali anche con un drone da 300 euro?
Ovviamente tutto dipende da cosa dobbiamo fare; anche a livello professionale infatti ci sono prodotti video con caratteristiche molto diverse tra loro. Una cosa infatti è produrre un contenuto per un social network o per YouTube, altra cosa è girare per la TV e un altro livello ancora è fare riprese per il cinema.

In questo articolo, partendo dalla mia esperienza lavorativa, proverò a dare una definizione relativamente a ciò che intendo per drone professionale in ambito di video riprese aeree.
Il primo aspetto da evidenziare riguarda le condizioni di utilizzo. Un pilota che usa il drone per hobby può scegliere dove, come, quando e cosa riprendere, in ambito professionale invece spesso è il committente che definisce questi criteri. Sarà ovviamente comunque responsabilità del pilota valutarne la fattibilità nel rispetto dei limiti tecnici del mezzo e della normativa. Una volta individuato con il committente il lavoro, questo dovrà però essere svolto secondo i canoni concordati, pena la perdita del cliente e nelle situazioni peggiori anche dell’incasso.
In questi 6 anni di attività mi sono infatti trovato spesso a lavorare in situazioni difficili in cui l’attrezzatura nel suo complesso ha fatto la differenza. Ciò che distingue un drone professionale da qualcosa di diverso, infatti, non è solo la qualità della camera, elemento che analizzeremo meglio più avanti, ma l’insieme delle sue caratteristiche tecniche, tecnologiche e costruttive.
Un drone con un’ottima telecamera, ma che è poco preciso e stabile nel volo, o che ha un’autonomia estremamente limitata, o che ancora non ha funzioni automatiche di sicurezza come il ritorno a casa o sistemi di geofencing o, cosa peggiore di tutte, che non ha un collegamento radio affidabile, potrebbe infatti costringerci a rifiutare un lavoro perché valutiamo che oggettivamente non rientra nelle possibilità tecniche del nostro mezzo. Questa situazione può divenire ancor più frustrante se siamo consapevoli di avere le competenze di pilotaggio necessarie maturate con fatica sul campo missione dopo missione.
Ma andiamo per ordine e vediamo quelle che, per esperienza personale, ritengo le caratteristiche principali:

Telecamera
Trattandosi come anticipato di un mezzo aereo per video riprese il primo elemento da prendere in considerazione è certamente la telecamera. La soluzione migliore sarebbe quella di poter montare una camera che già conosciamo, di cui ci fidiamo proprio perché magari già la usiamo per realizzare le riprese da terra. Questa opzione però normalmente richiede un mezzo specifico con una elevata capacità di sollevamento e che normalmente è anche molto costoso. Soprattutto per chi è all’inizio, questa è una soluzione poco probabile e che comunque non garantisce di poter operare in ogni situazione. Infatti più il drone sarà grande e più diventerà difficile da trasportare e non sempre ci sarà chiesto di fare le riprese in zone comode e raggiungibili con l’auto.
Quindi o abbiamo vari mezzi o dobbiamo cercare dei compromessi accettabili sul mezzo.
Vi sono comunque sul mercato droni che montano di serie telecamere con prestazioni che si avvicinano molto a quelle delle fotocamere professionali normalmente usate a terra e che sono anche abbastanza versatili. Uno su tutti è il Dji Inspire 2 che nella versione più avanzata monta la Zenmuse X7, una fotocamera Super 35 compatta con gimbal integrato, adatta a produzioni cinematografiche. Con un sensore CMOS da 24MP, dotato di 14 stop di gamma dinamica gira fino a 6K e a 5.2K in formato Apple ProRes. Stiamo parlando di un drone che nella sua versione più completa può arrivare a costare oltre 23.000€, forse non una spesa proprio alla portata di tutti, ma che certamente ha tutte le carte in regola per essere definito professionale.
Vi sono però sul mercato droni meno impegnativi economicamente e più versatili come il Mavic 3 cine che con una cifra di poco inferiore a 5.000 € monta un sistema fotografico Hasselblad L2D-20c con sensore CMOS da 4/3 dotato di una gamma dinamica di 12,8 stop.
Ciò che a mio avviso distingue una camera professionale da altro, oltre al sensore e all’ottica è proprio la possibilità di girare in formati con tecnologia di compressione ad altre prestazioni come per esempio il già citato ProRes o ProResRAW.
Questo non significa che con camere di livello inferiore non si possano girare video professionali, ma come detto tutto dipende da ciò che dobbiamo di fare.

Il drone
Come anticipato però non è solo la telecamera a poter definire professionale un drone. In questi anni di attività e ancora prima per hobby, ho pilotato svariati modelli di droni e non con tutti ho sperimentato un buon feeling. Una cosa che cerco per le riprese video è la stabilità in volo, soprattutto in condizioni di vento e la prontezza di risposta ai comandi. Prontezza che non deve essere confusa con un comportamento nervoso o scattoso, ma che viceversa garantisce un buon controllo e quindi consente di realizzare movimenti fluidi e precisi.
Un’altra caratteristica che apprezzo e ritengo debba avere un drone professionale è la presenza di sistemi di sicurezza efficaci che normalmente sono legati ad un buon ricevitore gps. Nello specifico la presenza del ritorno a casa avanzato in caso di perdita di segnale o di un livello di livello di batteria che proseguendo non consentirebbe un rientro in sicurezza, o ancora la funzione di geofencing che permette di preimpostare un volume massimo di spazio entro cui svolgere le operazioni.
Un’altra funzione che ritengo utile è l’activ track; ovvero la possibilità di tenere inquadrato automaticamente un soggetto in movimento. Molto droni attuali vantano questa funzione non su tutti però è realmente efficace. Qualche purista potrebbe obiettare essere non necessaria in quanto è una ripresa che, con un po’ di esperienza, si può realizzare anche a mano senza dover ricorrere a supporti automatici: ma quando hai una unica possibilità di riprendere la scena e magari c’è anche un po’ di vento questa funzione aumenta di molto le probabilità di portare a casa un buon risultato. Quindi perchè no?
Un ultimo elemento che ritengo debba avere un drone professionale è una autonomia di volo di almeno 25 minuti che consenta di riprovare le scene anche più volte senza l’ansia di dover continuamente tenere sotto controllo il livello della batteria.
In sostanza quindi è sempre bene tenere conto che per un drone professionale è necessario mettere in programma di fare un piccolo investimento perché oltre al costo del drone vi sono tutta una serie di altri accessori quali batterie supplementari, filtri ottici, valige per il trasporto e tanto altro che dovrete acquistare.
Concludendo, il consiglio che mi sento di dare a chi vuole avvicinarsi a questa professione è, se possibile, di fare un buon investimento iniziale e di partire almeno con un drone di un livello paragonabile ad un Mavic 3, o meglio ancora un Mavic 3 cine.